Era difficile trovare qualcosa nella sua vita, tutto era così torbido ma agli occhi degli altri chiarissimo, la vita di un uomo senza macchie e senza paura. Però qualcosa di strano c’era: un cambiamento, un cambiamento repentino nella schiera delle guardie del corpo di Emilio Lamberti, una sostituzione vista cercando su internet e guardando le foto. Un uomo sulla quarantina che era sempre accanto a lui, all’improvviso da un giorno all’altro non c’era più ed al suo posto era comparso un ragazzo molto più giovane.
Forse non significava nulla ma una persona del genere non cambia team da un momento all’altro senza avere almeno una buona ragione per farlo e quale poteva essere questa buona ragione? Un tradimento o qualcosa di peggio?
Mentre ragionava il suo telefonino squillò facendola sobbalzare, era quasi disabituata da quando era cominciata quella storia, nessuno la chiamava più ormai e lei era scomparsa dalla circolazione.
“Rosa?” disse una voce dall’altra parte: “sono Emilio Lamberti, ho delle novità è possibile incontrarti?” L’appuntamento era dopo un’ora in un parco pubblico non molto distante ma non nella sua villa e questa cosa le appariva molto strana.
“Quanti negozi dobbiamo ancora controllare Berti?” disse Becca mentre era in auto ma quasi non riusciva a stare ferma. I negozi controllati dalla prima volante non avevano portato da nessuna parte e la fiducia di ricavare qualcosa di utile da quella informazione sembrava svanire chilometro dopo chilometro: “questo ed altri due” rispose l’agente stanco di guidare ed anche di non trovare nulla di interessante.
Il “Tattoo Center” era un piccolo emporio che sorgeva nei dintorni di Roma, fuori al centro abitato,non sembrava avere nemmeno tutti questi clienti. Ad accoglierli fu un giovane che ovviamente era ricoperto di disegni di varia natura e significato oltre ai piercing che occupavano ogni strato di pelle disponibile, insomma uno di quelli dal quale farebbe paura ricevere uno screzio. “Cosa posso fare per voi?” disse con tono gentile guardando il distintivo che Becca gli mostrò: “conosci queste persone?” le foto delle tre vittime erano disposte sul bancone ma negli occhi del ragazzo non suscitarono nessuna particolare emozione.
“Anzi” disse Becca: “Conosci questi?” erano le foto dei tre tatuaggi che portavano. “ Sembrano sbiaditi, avranno più di 15 anni”- “ e questo ha importanza?” rispose Becca: “sì perché io all’epoca non mi occupavo del negozio, lo gestiva solo mio padre, quindi non saprei cosa dirle” il ragazzo sembrava disposto a collaborare ma era sincero nel dire quelle cose. “ Se volete potete parlare direttamente con lui, si è ritirato dall’attività ma vive qui sopra a pochi metri ed ha una buona memoria quindi forse si ricorda”- “ok grazie per la disponibilità”.
Il padre, al contrario del figlio era un uomo sulla cinquantina che di tatuaggi ne aveva solo uno, sul braccio, almeno quello che era visibile; e di piercing non ne portava, insomma era un po’ meno estremo. “Questi ragazzi non li conosco ma il tatuaggio sì” quella risposta era un raggio di sole in un cielo buio, ed arrivò in maniera inaspettata tanto da far uscire un sorriso dalla bocca di Becca e Cathy: “si spieghi meglio, è molto importante”- “guardi, all’epoca che feci questi tatuaggi i tre dovevano avere intorno ai quindici, sedici anni, vennero nel mio negozio e dissero di voler suggellare la loro amicizia, sì dissero proprio così”- “ma non le dissero di dove fossero e che stessero facendo?”- “esplicitamente no, però volevano disegnare un tre sulla pelle perché era il loro numero, insomma erano tre, e poi parlarono di una stanza con quella numerazione, credo si trattasse di un campeggio, dopotutto vennero in un periodo estivo, tipo giugno, luglio” – “ e l’anno se lo ricorda?”- “lei pretende troppo commissario, l’età avanza e potrà immaginare che non mi posso ricordare tutto, le dirò che il fatto che fossero minorenni mi avrebbe potuto anche creare dei guai ma poi vidi che avevano molti soldi in contanti e feci loro il tatuaggio”- “bene, grazie lo stesso”- “però posso dirvi una cosa, non so se sia importante ma spesso vicino al mio negozio organizzavano viaggi di ragazzi in un campeggio, si chiamava la Primula Gialla”.
“Almeno non abbiamo fatto un buco nell’acqua” disse Berti uscendo. Dagli occhi di Cathy uscivano lacrime e Becca se ne accorse, fece perciò una occhiataccia a Berti intimandolo a tacere, dopotutto se c’era stata la morte di tre persone, qualche falla era stata presa.
Il parco dove si dovevano incontrare era molto bello, uno di quelli poco frequentati, dove è possibile immergersi completamente nella natura staccandosi dalla realtà circostante; tuttavia Rosa aveva un po’ di timore per questo incontro e con sé aveva portato una sua amica fedele che poteva proteggerla in momenti difficili ed anche potenzialmente pericolosi: la sua pistola, che le aveva salvato la vita tantissime volte in una carriera che pur essendo ancora all’inizio le aveva fatto rischiare la pelle molte volte.
La macchina l’aveva lasciata all’ingresso e poi si era avviata a piedi verso il punto dell’incontro, sotto una statua di un civile caduto durante la guerra per salvare la sua città dagli attacchi del nemico; attraversando il parco lo vide, era lì in piedi a guardare l’orizzonte e la stava aspettando con un’aria che andava dal teso all’impaziente; camminava e poi si fermava, era strano vedere un uomo del genere in un tale stato d’animo.
“ Allora che novità ci sono?” esordì Rosa, facendo credere di non sapere nulla di nuovo sulla vicenda: “ho scoperto qualcosa di interessante sul biglietto che mi hai dato, mi appartiene”- “che significa che le appartiene?”- “hai ragione mi sono espresso male, ti spiego una cosa, l’inchiostro usato per il biglietto di minaccia è un inchiostro speciale ed ho scoperto da dove proviene, dalle mie stampanti.”
Rosa restò perplessa, non capiva come una cosa del genere fosse possibile ed instintivamente toccò la pistola che aveva dietro la schiena: “forse non mi sono ancora spiegato bene, ti vedo preoccupata; quello che ti ho detto non significa che io ho scritto quel biglietto ma semplicemente che a farlo è stato qualcuno che ha usato le stampanti provenienti da uno dei miei uffici, una delle mie sedi aziendali”- “e questo come è possibile?”- “è quello che sto cercando di scoprire, nessuna stampante risulta rubata per cui chi l’ha presa era in qualche modo autorizzato a farlo.
“Anche io però ho qualcosa da dirle caro Emilio”- “dimmi pure, anche tu hai scoperto qualcosa?”- “sì e non credo che le farà piacere, ricorda Sandro Resta?”- “sì certo che lo ricordo era una mia guardia del corpo, ma cosa c’entra adesso?”- “lo ha cambiato improvvisamente e questo è molto strano, può spiegarmi perché?”- “anche tu hai indagato su di me allora, bene ti dirò quello che vuoi sapere ma non credere di aver trovato del marcio in me solo per questo” continuò: “Sandro era uno dei miei più fidati collaboratori, ha rischiato più volte la sua vita per proteggere la mia, ma poi una sera è stato trovato morto nella sua stanza, doveva essere con me per una cerimonia di beneficenza ma cominciò a fare tardi ed allora cercammo di capire dove fosse”- “ e nessuno ha saputo nulla di questa morte improvvisa, come suo solito, ha fatto sparire tutto”- “immagina cosa sarebbe successo se si fosse saputo che un mio collaboratore era stato trovato morto? Un putiferio che lei non può capire”- “quindi molto meglio nascondere tutto, ed almeno mi può dire come lo ha trovato?”- “era riverso sul letto ed era morto per dissanguamento, aveva tagli che ricoprivano tutto il corpo, scoprimmo che aveva fatto uso di droghe, pensavamo ad un regolamento di conti e tutto finì lì; dopo poco presi un nuovo bodyguard e tutto è andato nel dimenticatoio”.
Inizialmente Rosa non aveva collegato ma poi immaginò il corpo di Sandro Resta sul letto, pieno di tagli e capì: “ma allora è la stessa persona” disse ad alta voce facendo restare basito Emilio che non capiva di cosa stesse parlando.
“Ha mai sentito parlare degli omicidi che si stanno susseguendo a Roma? Le vittime trovate morte dissanguate e col tatuaggio a forma di tre?”- “sì ne ho sentito parlare ma non capisco”- “le modalità sono le stesse, lei per caso ricorda se Sandro avesse un tatuaggio? “- “onestamente no”- “senta Emilio, mi faccia avere tutte le informazioni possibili ed immaginabili su di lui, qualsiasi cosa, chi frequentava, con chi stava, tutto quello che può servire, è di importanza vitale”- “non preoccuparti lo farò”.
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