“C’è solo una sartoria che produce camicie con quel marchio commissario, e quando siamo andati da loro hanno riconosciuto Simonetti, è un loro cliente abituale anche se è da molto tempo che non si fa più fare camicie del genere”- “Ottimo lavoro Berti, ed è evidente che abbia smesso di indossarle; l’unica cosa che possiamo fare è un confronto, potremmo far venire qui Simonetti e farlo vedere ad Alessia. Chiamiamolo con la scusa di fargli qualche domanda e poi facciamo venire Alessia. Se lei lo riconosce, ho poi in mente un’idea”.
Alberto era seduto nervosamente sulla sedia di plastica ed appoggiava i gomiti sul tavolo senza riuscire a tenere ferme le mani; tutta la calma che aveva nel suo ufficio sembrava lo stesse abbandonando e questo poteva significare solo una cosa: la sua sicurezza stava svanendo. “Alessia tu devi solo stare tranquilla, lui non può vederti, guardalo con calma e cerca di stare rilassata” le disse Becca vedendo che le mani della ragazza tremavano.
Inizialmente lo osservava ma non riusciva a vedere nulla che lo ricollegasse all’uomo che la aveva violentata, gli occhi le erano familiari ma cercava di vedere qualcosa in più ed ad un certo punto: “Sì è lui”- disse con un tono certo, che fino a quel momento non aveva ancora avuto: “Sei sicura?”- disse Becca come era suo dovere chiedere. “Quel gesto lo riconoscerei tra mille, è stato lui il mostro che mi ha violentata” oltre ai suoi occhi era stato un movimento della mano, che si aggiustava il polsino della camicia, un gesto frequente che Alberto faceva e che nessuno dei poliziotti aveva notato fino a quel momento ma lei sì, era stato quel gesto a riportarla a quel giorno, in cui la sua vita era cambiata completamente.
“Perché avete preso il mio anello, qual è il problema?” disse Alberto con tono agitato: “lo dobbiamo analizzare, ma volendo potremo anche risparmiare di farlo se ci racconti chiaramente come stanno le cose, anzi te le racconto io” disse Becca “ così risparmierai parole e ti limiterai a dire sì, cosa ne pensi? Allora cominciamo da qualche annetto fa, non eri la persona che sei oggi, rispettata e temuta, eri uno scapestrato che si drogava e cercava una sua identità, una sera vedi una ragazza, ti piace e decidi di prendertela, come hai sempre fatto con tutto quello che ti circonda, perché sprecare tempo a corteggiarla, mica volevi portarla all’altare? Volevi solo possederla e così la violenti. Stai molto attento a non farti vedere in modo che lei non possa riconoscerti e spifferare tutto ma non ti sei preoccupato di non indossare una camicia particolare, precisamente col tulipano rosso, ed anche l’anello ovviamente. Comunque fai quello che volevi e la lasci lì abbandonata e dimentichi tutto, essendo sotto effetto della droga non era difficile. In seguito poi cambi vita, ti disintossichi e cancelli quel periodo, non ti appartiene più e non immagini nemmeno lontanamente che possa esserci qualcosa che ti leghi a quel momento. Ti sposi, apri un’azienda, e tutto procede per il meglio, fino a quando la situazione non precipita, l’azienda va in crisi ed anche il tuo matrimonio, così vai in cura dalla dottoressa Luciani, ti senti rilassato e sereno ma non potresti mai pensare che dalla stessa dottoressa ci sta anche Alessia, la ragazza che hai violentato, ed ecco che succede l’impensabile: Alessia racconta ad Elena dei particolari che riguardano il suo aggressore e fatto strano lei li rivede in te, sì proprio in te, suo paziente. La dottoressa è legata ad un segreto professionale e non dovrebbe raccontare nulla ma cerca di spronarti a confessare invitandoti a toglierti questo peso dalla coscienza, dopotutto solo così potresti essere un uomo migliore ma tu non cedi. Lei insiste ed il suo essere donna prevale sull’essere medico e ti comunica la sua decisione: racconterà tutto alla polizia, forse quello che sa non è molto ma qualcosa potrebbe sempre ottenerla. Tu la minacci, e cerchi di convincerla a non dire nulla ma lei ormai ha deciso, ed ecco che tu la investi con la macchina. Non sei stato molto furbo perché anche in quella occasione hai indossato l’anello e c’è un testimone che ti ha riconosciuto. Hai molte conoscenze e sei riuscito a far archiviare il caso come incidente, un semplice pirata della strada che ha investito una donna per caso, non è certo la prima né l’ultima persona che muore così. Poi il marito Di Elena ha cominciato ad indagare, qualcuno gli ha detto che eri stato tu e tu lo hai ucciso”- “Ma che diavolo dice io non lo conoscevo nemmeno il marito”- “questa è la sua versione verificheremo che corrisponda”.
Ecco che il cellulare di Becca cominciò a squillare: “Pronto, va bene grazie, sai chi era al telefono? La scientifica, sul suo anello ci sono tracce di sangue, lo faremo analizzare e verificheremo la corrispondenza con Alessia, dopo chiameremo il testimone e così via, la tua vita è ormai segnata”- “E va bene avete ragione, sono stato io ma con la morte del marito della dottoressa non c’entro nulla, io non lo conoscevo nemmeno ve lo giuro”- “questa resta sempre la tua parola, comunque portatelo via”.
Erika si avvicinò a Becca con aria compiaciuta: “sai bene che sull’anello non era possibile trovare alcuna traccia”- “io sì ma lui no, è stato più semplice di quanto potessi immaginare farlo confessare, era una persona debole e prevedibile”.
Ecco che mentre parlavano arrivò Cathy con aria preoccupata: “Cathy ma che ci fai qui”- “Posso parlarti un secondo?”- “certo andiamo nel mio ufficio”.
“Che significa che Luca è sparito?”- “ti ricordi che doveva andare Londra per quella mostra fotografica, bene è partito ieri ma da allora non l’ho più sentito, non so nulla, nemmeno se sia giunto a destinazione e sono molto preoccupata”- “può essere che abbia perso il cellulare e non sia riuscito a contattarti”- “ho fatto una ricerca ed il suo aereo è atterrato all’orario previsto, sono passate più di 24 ore è impossibile che non abbia trovato un modo per telefonarmi, ho paura Becca e se gli fosse successo qualcosa?”- “Adesso calmati, non mi sembra il caso di pensare subito al peggio, potrebbero esserci mille motivazioni, è partito solo o doveva andare con qualche collega?”- “no era solo, ho chiamato anche dei suoi amici ma nessuno lo ha sentito”- “Criari mi porti un bicchiere d’acqua per piacere”- “devi stare tranquilla vedrai che lo troveremo”- “ecco l’acqua commissario”- “ Cathy sai con quale compagnia aerea è partito? “- “sì, te la segno”- “Criari fammi una ricerca su tutti gli aerei partiti ieri da Roma per Londra, e ovviamente la lista dei passeggeri, se Luca Reali era presente su uno di essi e se è salito”- “subito commissario”- “vedrai che riusciremo a scoprire tutto non ti preoccupare”- “grazie Becca!”.
Rosa aveva preso una decisione, doveva parlare con lui, non poteva continuare a nascondersi ed illudersi che non fosse successo nulla quella notte, ma era così difficile comunicare dopo tanti anni, non sapeva nemmeno se fosse ancora vivo, se volesse parlare con lei, forse l’aveva cancellata perché lei era stata un’ingrata, una persona orribile.
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