“E’ una pista da escludere a priori quella della lite, un uomo con un problema del genere non si mette certamente ad uccidere due persone senza alcun motivo, anche ammettendo che avesse dei rancori verso Attilio non ha alcun legame con la prima vittima,” disse Becca mentre uscivano dall’ospedale: “hai perfettamente ragione, l’unica cosa da fare è una ricerca incrociata tra Attilio Farelli e Errico Siriano e cercare qualche legame tra loro”.
“Pronto, sì Berti dimmi” il volto di Becca cambiò espressione e si fece cupo nell’ascoltare ciò che gli venne detto dall’altro capo del telefono: “andiamo a casa di Attilio Farelli, probabilmente abbiamo trovato la pista giusta”. L’appartamento era disposto su due piani collegati da una piccola scala a chiocciola: “allora cosa avete trovato?” non ci fu nemmeno bisogno di ricevere una risposta che davanti ai suoi occhi si aprì una parete ricoperta di vecchi articoli di giornale: “cosa sono?”- “sono pezzi sull’incidente che ha ucciso sua moglie: un pirata della strada l’ha travolta appena uscita di casa, ma a quanto pare non sono stati trovati colpevoli, anche se ovviamente lo verificheremo” disse Criari: “ bene, controllate i tabulati telfonici, se ha compiuto delle indagini parallele a qualcuno lo avrà pur detto, e contattate chi si è occupato del caso, noi andiamo al commissariato”.
Rosa era seduta sulla poltrona del suo ufficio e pensava a quel biglietto, un suo amico della scientifica le aveva promesso che avrebbe cercato discretamente se ci fossero state impronte e lei sperava di trovare qualche informazione in più su chi le avesse potuto fare questo; ciò che maggiormente la preoccupava era però il doversi occupare dei casi senza dare alcun tipo di sospetto, non ci sarebbe voluto molto per far capire a Becca che qualcosa non andava: doveva assolutamente staccarsi dai suoi problemi e dedicarsi anima e corpo al lavoro.
“Rosa finalmente ti ho trovata, ma dove eri finita?” disse Becca entrando nel suo ufficio: “scusa ma avevo un mal di testa fortissimo e sono venuta direttamente in commissariato, ci sono novità?”- “ sì in effetti nell’appartamento di Farelli abbiamo scoperto che ad uccidere sua moglie in un incidente d’auto è stato un pirata della strada, le sue indagini forse lo hanno portato a scoprire il colpevole che poi lo ha ammazzato, anche se questo non spega il precedente omicidio, il referto del medico legale è chiaro: le due vittime sono state uccise nello stesso identico modo, però bisogna ancora capire cosa li accomunava”- “capisco, scusa se mi sono allontanata dalla scena del crimine”- ”ma dai figurati, dopotutto ti ho sempre svegliato nel sonno, che vuoi fare il fatto che io dorma poco mi porta a pensare che tutti soffrano d’insonnia come me”.
“Commissario, ispettore, abbiamo trovato cose interessanti su Attilio e sua moglie: Elena Luciani, morta a 33 anni, era sposata precedentemente con un certo Simone Stano, uno con la fedina penale molto sporca, arrestato per violenza domestica, percosse, insomma una bella sfilza di reati; i due avevano divorziato e lei aveva ottenuto una sentenza restrittiva dal tribunale più volte violata dallo stesso, nel database abbiamo trovato il suo indirizzo, forse la vittima aveva scoperto che era stato lui ad uccidere sua moglie e ha pensato di farsi giustizia da solo; inoltre abbiamo contattato chi si occupò del caso in questione: dalle tracce di frenata sull’asfalto si risalì alla macchina ma era rubata e le seguenti ricerche non portarono a nulla di interessante”- “ottimo lavoro, andiamo da questo tipo, ha molte cose da raccontarci, intanto cercate qualche collegamento con la prima vittima e tenetemi aggiornata”.
Una macchina della polizia che giunge in uno dei tanti sobborghi romani desta sempre l’attenzione di chi ha qualcosa da nascondere, gli occhi delle persone, nascoste dietro le tendine dei loro appartamenti, osservano indisturbati una scena che spesso appare ai loro occhi nella quotidianità; la casa di Simone Stano era disposta su un piano rialzato, priva di balconi e con una finestra che dava sul cortile interno, popolato spesso da cani randagi: “polizia, signor Stano, ci apra”- un uomo sulla quarantina, con due occhi neri come il carbone, fisico appesantito e capelli brizzolati aprì la porta con un pantaloncino corto e lo sguardo assonnato: “che volete da me, io non ho fatto nulla” disse, ancora frastornato: “lo verificheremo, non si preoccupi, ci possiamo accomodare o restiamo sulla porta?” il monolocale che li accolse non era tenuto in ordine e sul tavolo c’era ancora la cena del giorno precedente: “allora ha saputo la notizia o non ha avuto ancora modo di aprire i giornali?” disse Becca in tono ironico: “di che notizia parlate, non capisco”- “il suo rivale in amore, Attilio Farelli quello che lo ossessionava dicendole che aveva ucciso sua moglie, che poi era anche la sua ex moglie, questa notte è stato trovato morto, riverso su una panchina, completamente ricoperto di lesioni, lei non ne sa nulla”-“ ma se io non sapevo nemmeno che fosse morto, sentite io non ho ucciso né lui e soprattutto non ho ucciso Elena, sì è vero che quando stavamo insieme qualche volta l’ho picchiata ma non avrei mai potuto ammazzarla, la amavo troppo e anche se non le ho mai perdonato la separazione, e la sentenza che come sicuramente saprete ho violato tante volte, non l’ho uccisa”- “ma Attilio non la pensava così, forse la ossessionava continuamente con le sue accuse e lei non ce l’ha fatta più”- “assolutamente no, ve l’ho detto, sì è vero che lui veniva continuamente da me per costringermi a confessare quello che non avevo fatto, ma io continuavo a ripetergli che non avevo ucciso Elena, ecco tutto”- “quando l’ha visto l’ultima volta?” – “ieri mattina, era venuto da me per parlarmi, mi aveva detto che aveva finalmente scoperto la verità, mi ha addirittura chiesto scusa per tutto quello che aveva fatto fino ad oggi”- “ e lei crede che noi ci beviamo la sua versione?”- “lo so che vi sembra impossibile credermi, anche per me lo è stato però è andata così “- “e cosa le avrebbe raccontato?”- “ non mi ha detto il nome dell’assassino però continuava a dirmi che aveva scoperto tutto” intervenne Rosa: “come può pensare che noi crediamo ad una versione così assurda? Una persona che le ha fatto guerra per un anno, all’improvviso cambia idea e guarda caso, muore la sera stessa, una coincidenza eccessiva”.
“Pronto Criari, grazie” il viso di Becca sembrava molto soddisfatto per quello che aveva appena ascoltato: “e così, sempre per caso, lei conosce anche il signor Errico Siriano, una bella coincidenza anche questa, dal momento che è morto anche lui, mi hanno appena comunicato che lei era uno dei suoi clienti speciali, e che negli ultimi mesi aveva ottenuto una polizza assicurativa falsa”- “questo purtroppo è vero, dopo la morte di mia moglie ho ripreso a bere e così mi era stato impedito di guidare ma io, attraverso Errico sono riuscito a farmi aprire una polizza, insomma avrei potuto usare la macchina per andare a lavoro, ma dopo l’affare che abbiamo concluso e i soldi che gli ho dato, non l’ho visto più”- “vede qual è il problema? Lei conosce troppe persone che non dovrebbe conoscere e fa cose che non dovrebbe fare, portatelo via”.
“Mi raccomando chiediamo il permesso per ispezionare l’appartamento, Sala, tu interroga i vicini e cerca di verificare che ieri Farelli è stato qui, cerchiamo di scprire qualcosa di interessante, anche se, nel caso fosse vero quello che ci ha raccontato, il possibile uccisore del dottore potrebbe essere il pirata della strada, voi continuate a raccogliere tutto quello che riguarda la morte di Elena Luciani, se qualcosa di strano c’è, deve saltare fuori al più presto”.
Nessun commento:
Posta un commento